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SENTIERO NATURA AL LAGO ALBANO - CASTEL GANDOLFO (a cura del Parco
dei Castelli Romani, del Comune di Castel Gandolfo e della Provincia
di Roma)
Seguono foto e trascrizioni dei testi dei
capannini del sentiero natura
Capannino
1
Questo Sentiero natura si
svilupppa in riva al lago per circa 700 mt. Lungo questo percorso
sono posti sei capannini informativi con disegni e piccoli testi
relativi ad argomenti specifici.
Oltre a questi sei "Capannini" ve
ne sono altri due posti agli estremi che fungono daintroduzione
e riepilogo della successione.
Questo breve Sentiero Natura è un invito
ad osservare con occhi diversi e curiosi, imparando ad amare
ciò che ci circonda e che a ben vedere ha sempre qualcosa
da raccontare.
Siamo definiti "resti
archeololgici" in pratica ciò che appunto resta
del passaggio dell'uomo nel corso dei tempi.
Il lago ha rappresentato una risorsa fin dai
tempi antichi: le disponibilità di acqua, la pescosità
delle acque, la godibilità dei luoghi hanno fornito diverse
opportunità per la presenza umana intorno al lago.
Ed ecco dunque l'edificazione di splendide
residenze come la Villa di Clodio e la Villa di Diocleziano,
di epoca romana, arricchite dai rispettivi Ninfei: il dorico
ed il Bergantino, e moli e porticcioli per l'attracco delle
barche che solcavano le acque del lago.
Proprio qui sorgeva il porticciolo più importante
grande circa 364 mq costituito da due grandi bracci di 18.80
e 22.85 metri.
Dalla parte opposta del lago, intorno al 398
a.C., fu costruito dai romani l'emissario, un'opera di grande
ingegneria, lungo circa 1800 metri, alto 1.80 metri e realizzato
128 mtetri al di sotto del cratere dell'antico vulcano. L'emissario
permettevail deflusso delle acque quando queste superavano un
certo livello di guardia.
Sono la "Cannuccia di
palude", una pianta a cui piace stare con i piedi ... a
mollo.
Vivo lungo laghi e paludi con molti altri individui della mia
stessa specie. Insieme formiamo il "canneto".
Qualcuno pensa che non serviamo a molto e
quindi "per far pulizia" spesso veniamo brutalmente
tagliate. In relatà siamo molto utili:
unendo più canne insieme, piccoli uccelli come la Cannaiola
e il Cannareccione costruiscono i loro nidi;
anatre e uccelli acquatici trovano riparo, in mezzo a noi, dai
predatori;
ce ne sono alcuni poi, come il Tarabuso e il Tarabusino, che
per mimetizzarsi fingono di essere una canna come noi allungando
il collo verso l'alto e dondolando al vento; altri uccelli,
come gli Svassi, costruiscono i loro nidi galleggianti ancorati
ai nostri piedi; anche il Martin pescatore con i suoi brillanti
colori azzurro e arancio si posa sulla nostra testa per poi
tuffarsi a pescare i piccoli pesciolini.
Insomma sono un'oportunità per molti
essere viventi e contribuisco a rendere vitale l'ambiente acquatico,
uno degli ecosistemi più importanti del pianeta.
Il mio nome è Ontano
nero Faccio parte di quella categoria di alberi a cui piace
molto stare nei pressi dell'acqua come pure i miei vicini Salice
e Pioppo. Del resto lo stesso mio nome , che deriva dall'antico
celtico, significa, appunto "vicino all'acqua.
Appartengo alla famiglia delle betulle: il
mio fiore è pndulo e ricorda appunto qeullo della betulla
e si chiama "amento"; il frutto invece è una
specie di pignetta legnosa dal nome buffo "strobilo"
di colore verde in estate e che poi dopo essersi aperta e aver
rilasciato i semi custoditi al suo interno, divien marrone.
La caratteristica del mio legno è la
resistenza all'acqua, anzi, a contatto con questa indurisce.
Per questo viene utilizzato per costruire barche, palafitte
e piloni immersi.
Proprio così, sono un lago generato
dal fuoco. Un antico cratere vulcanico, nato
insieme al mio fratellino di Nemi circa 100 mila anni fa. Per
farmi così come mi vedete ci sono volute ben cinque esplosioni
diverse dalle quali si è formata anche una famosa pietra
dei Castelli romani: il Pperino.
Per dirla tutta, le esplosioni che hanno formato
il sottoscritto e Nemi sono state solo i botti finali di un
formidabile spettacolo pirotecnico che è durato 600.000
anni e che ha generato tutti i Colli Albani così come
oggi si vedono: i monti del Tuscolo e quelli dell'Artemisio
sono stati i primi ad arrivare: poi un vulcano più piccolo
dentro al precedente con Monte Cavo e i Monti delle Faete: ed
infine noi laghi.
Sono un lago di origine vulcanica,
e vengo alimentgato da piogge, sorgenti superficiali (Acqua
S.Leonardo, Acqua Acetosa e Culla del Lago) e sorgenti profonde.
Occupo una superficie di circa 600 ettari e mi trovo a 293 metri
s.l.m.
Le mie misure sono:
- lunghezza della cintga craterica: 4500 metri
- lunghezza dello specchio d'acqua:3500 metri
- larghezza massima: 2750 metri
- profondità massima: 170 metri
- perimetro: 10000 metri.
Il volume del mio bacino
imbrifero è di circa 1900 milioni di metri cubi. La mia
mass d'cqua attualmente è di 450 milioni di metri cubi.
Ospito molte specie vegetali
come la "Tipha latifolia" o "Mazza sorda"
e la "Phragmites australis" o "Cannuccia di palude"
poi alghe come "Ceratophillum demrsum" e Myriophillum
verticillatum" e varie specie ittiche come la Carpa, la
Scardola, L'Arborella, la Tinca e la Trota iridea, il Persico,
il Cefalo e altri ancora.
Per molti di noi uccelli
acquatici i laghi e le paludi del sud europeo rappresentano
la nostra casa invernale: per questa ragione si chiamano "svernanti".
In primavera ci spostiamo nei quartieri estivi del lontano Nord
Europa, perchè lì dpo il gelido inverno, la vita
riprende copiosa e c'è grande abbondanza di cibo, indispensabile
per l'attività più importante di ogni specie vivente:
la riproduzione.
Terminata l'estate, ai primi freddi autunnali,
di nuovo in viaggio verso le più miti acque meridionali.
Nei "pendolari" del lago Albano vogliamo presentarci:
siamo i Cormorani, catturiamo i pesci dopo veloci inseguimenti
sottomarini e ci asciughiamo le ali all'aria poggiati su qualche
palo e boa.
Dormiamo tutti insieme sugli alberi intorno
al lago;
siamo gli Svassi e anche noi amiamo cacciare sott'acqua i pesci,
però preferiamo restare a dormire sulle acque del lago;
noi siamo le Folaghe, il gruppo più numeroso e chiacchierone,
ci tuffiamo per mangiare erbette acquatiche e piccoli animali
e dormiamo al riparo dei canneti e della parti più nascoste
del lago.
Questo Sentiero natura si
svilupppa in riva al lago per circa 700 mt. Lungo questo percorso
sono posti sei capannini informativi con disegni e piccoli testi
relativi ad argomenti specifici.
Oltre a questi sei "Capannini" ve
ne sono altri due posti agli estremi che fungono daintroduzione
e riepilogo della successione.
Questo breve Sentiero Natura è un invito
ad osservare con occhi diversi e curiosi, imparando ad amare
ciò che ci circonda e che a ben vedere ha sempre qualcosa
da raccontare.