Posto oltre il lato NE dei Castra, in posizione
più elevata, l'anfiteatro albano fu realizzato dalle
stesse maestrande della II legione Partica nelle prime decadi
del III sec. d.C..
La
costruzione, di forma pressochè ellittica, fu realizzata
in parte direttamente nel banco roccioso ed in parte in muratura
utilizzando contemporaneamente varie tecniche costruttive. Una
trentina di fornici, tra loro diversi, sostenevano i due piani
e il loggiato superiore per un'altezza totale di circa 22 metri.
Una terrazza sostruttiva, lunga circa 60 metri
e alta 7, oltre che assicurare stabilità all'anfiteatro,
sosteneva una larga piattaforma utilizzata per la sosta e il
movimento di persone e carriaggi.
Due
ingressi trionfali (vomitoria), posti all'esterno dell'asse
maggiore (m.113) immettevano nell'arena (m. 67x45), scavata
in massima parte nella roccia e ricoperta da uno spesso strato
di cocciopisto, dove avvenivano gli spettacoli gladiatorii.
Sotto l'arena, un cunicolo, oltre che raccogliere le acque,
permetteva, per mezzo di un montacarichi, l'ingresso delle belve.
Ben poco rimane della cavea come pure delle
gradinate scavate nella roccia o costruite in muratura. Si può
invece ancora distinguere il podio imperiale (pulvinar) il cui
accesso è evidenziato da simicolonne in laterizio poste
dinanzi al XIV fornice.
L'anfiteatro
albano poteva contenere circa 16.000 persone.
Interno al XI sec. d.C. nel III fornice fu ricavato un oratorio
cimiteriale cristiano nell'abside affrescata erano raffigurati
i Santi Stefano, Lorenzo, Nicola, Pancrazio ed un anonimo papa.
Nelle pareti dello stesso fornice e in altri vicini si ricavarono
loculi per sepolture.
L'anfiteatro albano in scritti e cartografie,
incisioni e disegni antichi è stato spesso chiamato il
"piccolo colosseo".
Lo
scavo dell'anfiteatro, a prescindere da espoliazioni avvenute
in ogni tempo, fu effettuato nel 1912 dal Mancini e nel 1914
dal Lugli al quale si deve lo studio più completo. L'arch.
Gismondi curò egregiamente disegni e rilievi.
(a cura del
Ministero BB.CC.AA. Sopraintendenza Archeologica del Lazio -
Comune di Albano Laziale - Assessorato alla Cultura)
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